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venerdì 28 agosto 2020

la mia candidatura



Mi sembra sciocco presentarmi perché non credo ci sia qualcuno che abbia dubbi su quale sia la mia posizione. Su tutto. Ma è giusto farlo.

Sono sempre stato un partigiano. Mi è sempre piaciuto parteggiare. Stare da una certa parte della storia, aderire ad una certa cultura. Nella mia vita, ho scelto cosa essere. Come essere.

Non mi sono mai fatto scrupolo nello scegliere anche di stare antipatico su certe questioni. Essere critico e indipendente, dire le cose come stanno con tenacia.

Non a caso faccio politica attiva da 15 anni.



LA POLITICA

Sono sempre stato progressista. Fortemente attaccato alla tecnologia come risorsa e come accesso all’informazione, ma che rimane legata ad un orizzonte preciso. 

Quando ci si riempie la bocca di futuro, dobbiamo tenere in conto che ogni processo innescato ha le sue conseguenze su diverse scale. 

Solitamente chi si candida parla di concretezza e di programmi di corto raggio. Decoro e opere pubbliche sono più affascinanti, ma non guardano al di là dei 5 anni del mandato elettorale. Credo che governare non sia solo dare la colpa ai governi precedenti, ma soprattutto innescare meccanismi utili per i governi futuri. 

Per le battaglie concrete ed il quotidiano, ho sempre pensato che lo strumento principe fosse l’associazionismo di quartiere o magari del comune di Albano o al più legato al territorio dei Castelli. 


Da buon cittadino posso comprare a km 0. Come associazione posso organizzare eventi plastic free e sensibilizzare la comunità locale. 

Come amministratore sarò chiamato a fare molto di più. Significa innescare processi dall’alto e non dal basso. Significa portare in alto, le istanze che hai sempre visto e promosso dal basso. Non sei più quello che parla, ma quello che ascolta, media, elabora soluzioni di lunghissimo periodo.


→ Per altre info sui ruoli di una amministrazione comunale, clicca qui.



LE POLICY

Ad esempio sono sempre stato contrario all’installazione delle ormai famose macchine mangiaplastica MrPack. L’amministrazione non deve promuovere policy di consumo di plastica usa e getta. 

Le fontane di acqua gratuita innescano invece pratiche quotidiane di riuso dei contenitori. 

Questi sono i dettagli che fanno la differenza: a quale tipo di cultura abituiamo i nostri concittadini? Quali policy adottare? Li incentivo a produrre rifiuti di plastica pagando un tot a bottiglia... o al riutilizzo dei contenitori fornendo acqua gratuita?

Se hai ben chiara quale sia la tua cultura di riferimento, qualsiasi sia la scelta che dovrai affrontare, saprai la direzione giusta. 

Io so qual è la mia direzione. 



CHI SONO 

Non è sufficiente essere “una brava persona”. Essere una brava persona è un requisito base che dobbiamo chiedere a noi stessi come cittadini, non ai nostri amministratori. 

Nemmeno voglio parlare dell’inopportunità di votare in base a promesse di ricavi individuali. Chi promette 10 per avere una posizione di potere decisionale, ha senza dubbio un ritorno di 100 da quella posizione.


Io non ho la smania di essere eletto, la mia posizione di vita non cambia e continuerò ad essere quel Marco che organizza eventi plastic free con Radio Libera Tutti. Che promuove raccolte fondi e sensibilizzazione in favore della ricerca, della salute, dell’Associazione Italiana contro le Leucemie. 

Quel Marco contrario alla cementificazione e favorevole alla digitalizzazione. Quel Marco che non esce di casa senza smartphone come non esce senza occhiali da vista. Quel Marco che si chiude in casa e divora romanzi e narrativa. Continuerò a studiare l’uomo, le percezioni della violenza, a interessarmi di politica e di società. Di musica e sociologia francese.

Continuerò a partecipare.


→ Se vuoi saperne di più sul mio personalissimo curriculum di studi e di vita, ti rimando a questo link più schematico e facile da consultare. Perché è un tuo diritto conoscere il mio background.



PERCHÉ VOTARMI

In definitiva non faccio promesse concrete. Offro solo l’opportunità di votare ciò che incarno. Certo, cerco di essere un buon amico, solidale e presente, se pur sempre indaffarato e girovago. Ma non sto chiedendo il voto per questo. 

Sto offrendo la mia esperienza e la mia competenza, sto offrendo alla comunità degli albanensi ciò che sono sempre stato. Quello che con con impegno e costanza ho costruito. 

Io nella mia quotidianità compro solo vino locale o proveniente da una zona d’Italia terremotata: non c’è bisogno che specifichi come da amministratore affronterò questioni di cementificazione e consumo di suolo. Non vanificherò mai il mio impegno quotidiano di anni, sottovalutando l'importanza di un atto amministrativo di 5 minuti. Chi crede che per il domani sia importante non buttare una cartaccia a terra, non prende sottogamba l’impatto che un piano regolatore ha per sempre sulla città. 

Quindi lo farò con i maggiori riguardi possibili nei confronti dell’ambiente che ci circonda, senza dimenticare mai il diritto all’abitare. Senza mai dimenticare il diritto al lavoro. 

Quindi incentiviamo il recupero e il riuso (abitativo e artigianale, in questo caso) e non nuova produzione e consumo (in questo caso, di suolo).


Come affronterà la questione di consulte popolari, casa delle associazioni e promozione del territorio, chi negli ultimi 15 anni non ha fatto altro che investire tutto il suo tempo libero in questo campo?

Chi mi conosce ed ha lavorato insieme a me, può senza dubbio garantire per me.


Come affronterà la viabilità, la mobilità, la qualità dell’aria e della salute chi da quasi 10 anni fa volontariato per la ricerca e la salute?


Non sono solo una brava persona, ma sono una brava persona che ha soprattutto investito il suo tempo nell’operare sul territorio nel quale è nato e vissuto. Per migliorarlo. Acquisendo competenze che oggi offre all’amministrazione comunale di Albano.

 

Io non so se sono la persona ideale da votare per tutti, ma so che rappresento esattamente ciò per cui mi candido. 


Una lista CORAGGIOSA, femminista, progressista, ambientalista, solidale.


→ per seguimi su facebook oppure su instagram 

→ per seguire la mia lista Albano Coraggiosa sul sito dedicato, sulla pagina facebook oppure instagram



COME SOSTENERMI

Il 20 settembre vai a scrivere LUCCI, accanto al simbolo della lista Albano Coraggiosa. Per Massimiliano Borelli Sindaco. 

E condividi coi tuoi amici il messaggio che ti è arrivato su whatsapp con questo link, invitando a sosteneremi sui social e nelle urne. 

Ricorda che anche chi non risiede ad Albano Laziale, ha sempre un amico o un congiunto albanense a cui consigliare di votare Marco Lucci.



domenica 24 maggio 2015

SPECIALE COMUNALI 2015


Non sono solito chiedere il voto per favore, sono piuttosto abituato a fare spiegoni a chi mi chiede di essere messo in condizioni di poter scegliere.
I candidati sindaco ad albano sono nove, lo spezzettamento è molto mi rendo conto: ma ognuno ha una storia e ogni coalizione o ancor meglio ogni lista nasce con uno scopo più o meno dichiarato. Spesso chi ne fa parte, nemmeno lo sa perché, bontà loro, sono stati ingannati dagli “amici” che l'hanno buttati dentro senza scrupolo. La politica non è una cosa sporca, anzi è bellissima, ma è fatta di molte persone, di relazioni e processi umani e dunque se non la si conosce sembra losca e paurosa: basta bazzicare un paio d'anni e tutto è molto più chiaro e limpido. Non è che il “politico” vi viene a chiedere il voto ogni cinque anni, siete voi che dovreste interessarvi di politica durante tutto l'arco della vostra vita, per cercare di non farvi imbrogliare, né più né meno di quanto restate informati delle tariffe degli operatoti telefonici. Avete tutti un amico che fa politica territoriale, che partecipa al comitato di quartiere, che collabora con l'associazione commercianti o l'associazione culturale: io ad esempio parlo sempre di politica e di amministrazione, molti mi chiedono aggiornamenti ed io racconto le mie esperienze e ricevo in cambio esperienze di confronto con i servizi e con chi li gestisce.
Basta googlare “liste candidati albano laziale” e troverete il link al sito ufficiale del comune per verificare nomi, cognomi e programmi (http://www.comune.albanolaziale.rm.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1125).
Cominciamo non prima di informarvi che dato l'alto numero di partecipanti, nessun candidato sindaco arriverà al 51% dei consensi e quindi che sarà inevitabile andare al ballottaggio. Ricordiamo altresì che il prossimo consiglio comunale di albano sarà formato da 24 consiglieri: 15 in maggioranza e 9 in opposizione.
Pronti, partenze e via!
   1- Tra i nove candidati sindaci, cominciamo da quello più a destra, per simpatia o per età anagrafica: Matteo Stella è un ragazzetto di 26 anni, che non conosco personalmente ma che sono sicuro essere una persona per bene. Ha idee e forti e ha deciso col suo gruppo di andare da solo, di fare da termometro politico della nuova destra, di fare rappresentanza che giustifichi anche una sede politica recentemente aperta, quella appunto dei neofascisti di Forza Nuova. Albano non è nuova ad episodi neofascisti e c'è il noto bazzico di villadoria fortemente schierato, ma difficilmente riusciranno ad avere una rappresentanza politica in consiglio comunale. Per lo meno non in questa tornata. Ricordiamo che un candidato sindaco, per riuscire a fare almeno il consigliere comunale di opposizione, è necessario che raccolga come coalizione (che in questo caso è composta di una sola lista) oltre il 3% dei voti validi (ad albano circa 600 voti).
   2- É il caso di Silvestroni che ha fatto subitissimo la sua candidatura a sindaco per riconfermare la sua poltrona in area metropolitana (ex-provincia) che decade in automatico se non viene rieletto in consiglio comunale: non gli interessa certo vincere le elezioni, quanto piuttosto di non riuscire ad essere rieletto (cosa poco probabile se si fosse presentato col suo partito a sostegno di un altro sindaco). E' sostenuto da Fratelli d'italia (ex-an ex-msi, come recita il simbolo) come lista politica e poi da tre liste civiche tra cui il Cigno (che cinque anni fa gli preferì Marini). E poi c'è addirittura Noi con Salvini che sarebbe la Lega Nord (che non grida che siamo terroni): il capolista è nato a Reggio Calabria e notiamo anche candidate nate a Napoli e a Frosinone: il più a nord comunque non va più su di Roma. Già da tempo ci chiedevamo come i secessionisti d'italia riuscissero a parlare di politica coi nazionalisti. Da oltre 21 anni, il mistero.
   3- Dopodiché credo sia la volta di Carabella: altro outsider, che punta al buon risultato anche se con scarsissime risorse economiche rispetto agli altri candidati. Punta molto sulla proprompenza e sulla provocazione. E' candidato da molti mesi e all'inizio della campagna (diversi mesi fa) voleva partire in tanti per andare a riprendersi i marò in India e ad oggi vuole fare un piano anti-immigrazione nazionale. Proposte pittoresche che attirano l'attenzione ma che spesso agitano gli animi di chi poi si fomenta davvero. La gente, si sa, in Italia crede davvero alle cose più assurde! Ad ogni modo Simone Carabella è un bravo ragazzo (appena trentacinquenne) che stava nelle fine del pd locale nella precedente tornata ma che fa una campagna oggi più mirata al voto di destra. Le sue specifiche sono i temi della salute, dell'ambiente e della disabilità: istanze degne di rappresentanza in ogni partito, ma che purtroppo si trovano sempre ai margini del dibattito. Riuscirà Simone riuscirà ad essere consigliere di opposizione superando quel 3%, con le due liste civiche che lo sostengono?
   4- Gino Benedetti è uno dei competitor più in vista e più spendaccione: lo sostengono sette liste tra cui Forza Italia (quindi gli attuali consiglieri Ferarini, Brunamonti ecc) di cui il detentore del simbolo ad albano è Mattei (già sindaco di albano per 10 anni e assessore regionale della Polverini), che però presenta pure la Lista Mattei. Poi c'è la lista Rete dei Cittadini, socialisti sfilati alla vigente giuta di centrosinistra e la Lista Cassabgi, altri pezzi sfilati al centrosinistra oggi al governo (basti pensare che Nabil che ne è forse l'anima più attiva e che ancora è consigliere comunale ha un passato vicino ai Comunisti, è stato eletto con Sel cinque anni fa, dal quale è uscito al grido di Marin-Mattei adducendo una sostanziale non discontinuità amministrativa tra destra e sinistra, anzi denunciando alla procura entrambi i sindaci. E oggi per far perdere marin-mattei sembra che abbia preferito stare con mattei. Sa più di rivalsa personale che di operazione politica).
   5- Altro outsider a destra è Ginestra. Il buon Fabio è ad oggi consigliere comunale eletto nel pdl che detiene il simbolo del Nuovo Centro Destra di Alfano. E' prontissimo correre col Pd nelle larghe intese modello nazionale, ma farlo alle elezioni avrebbe portato troppi problemi al sindaco attuale in circa di riconferma, perché la coalizione arriva fino alla falce e martello che poco avrebbe potuto fare campagna elettorale andando ad elezioni con chi è portatore di un simbolo di destra. Quindi si è fatto la sua coalizioncina di tre liste (tra cui Ncd e due civiche) che garantiscano al pd la spaccatura delle destre inadatte così a vincere, l'elezione di Ginestra stesso (che è pronto a sostenere Marini già al ballottaggio, con buona pace dei comunisti). Operazione da vecchi volponi.
   6- poi c'è il MoViMento cinque stelle che presenta l'unica candidata donna: Federica Nobilio. Il candidato doveva essere quello che già prese 455 voti cinque anni fa, Bombardieri, che però risulta avere un impiccio in tribunale e quindi non risulta candidato come sindaco in base allo statuto m5s. L'impiccio sarebbe, da quanto ne so io, uno sgombero fatto dalla polizia durante un picchetto contro l'inceneritore e la discarica di roncigliano: reato politico, lo definirei. Se fosse vero a me Bombarda starebbe pure più simpatico, invece i stellini lo hanno epurato, con grande giublio della Fede che si è ritrovata candidata sindaco. Io la conosco molto bene perché ha fatto la segretaria del Pd albano Centro quando io ero segretario dei Giovani Democratici. Ha fatto pure la fedelissima del sindaco, lavorando in comune, per un paio d'anni; però poi sembra essere stata folgorata sulla via di Damasco e la sua vita è cambiata sotto moteplici punti di vista: alla fine è approdata e ha fatto carriera in mezzo ai pentastellati che però non sono affatto compatti sul suo nome. Voci dicono che siano tre correnti interne (alla faccia dell'assenza di logiche di potere!), ma quel che è certo è che sono almeno due, dato che una (quella contraria alla Nobilio) è stata epurata ed espulsa da Grillo stesso con tanto di lettera ufficiale (cinque militanti storici). Se non fosse per il blasone nazionale non arriverebbe mai al famoso 3%. Ad oggi li danno verso il 5% ovvero più del doppio dell'altra tornata.
   7- la scissione dell'atomo non è solo a sinistra, anzi. In questa tornata albanense la sinistra s'è ritorvata ed il centro si è sfrantumato: c'è il candidato sindaco ultracristiano Marcello di Rollo, già facente riferimento all'attuale consigliere Maggi eletto con l'udc in maggioranza ma poi stando di fatto sempre all'opposizione. Marcello non ha mai fatto politica, ma è un vero bravo ragazzo di 41 anni che si presta a fare questa esperienza che non lo condurrà nemmeno in consiglio comunale causa il già detto sbarramento del 3% che difficilmente supererà. Anche la campagna elettorale sembra non essere mai partita, né manifesti, né vele né volantini a tappeto. Non sono stato raggiunto nemmeno su facebook. Pare fare riferimento ad un circolo noto di relazioni personali: insomma volta più a dare una rappresentanza ad un gruppo di persone che non ad avere l'ambizione di governare albano. Dignitosa rappresentanza.
   8- Marini è il già noto farmcista candidato ufficiale dei partiti della sinistra che stanno tutti uniti ed è il candidato uscente nonché indubbiamente il più facoltoso. Lo sostengono mezzo pd, mezza sel e mezza rifondazione comunista; il Psi e Centro Democratico (che pure è una lista nazionale, quella di Tabacci); la solita pletora di liste civiche tra cui una certa Aurora che già governa col sindaco di centrodestra di Marino che un mese fa è stato messo sotto inchiesta ed è indagato dalla magistratura; una certa lista Liberali Riformisti che fa capo a chi ha cominciato a governare albano 30 anni fa quando io non ero ancora nato (e cinque anni fa era contro Marini ovvero a destra, ovviamente). E' quello con più liste, ne ha ben otto, se pure la maggior parte è raccattavoti di noti capibastone territoriali. Renziani che non rottamano, i loro stessi sondaggi li danno sotto al 40% se non ricordo male.
   9- L'outsider vero però è Giorgio Battistelli. Maestro d'orchestra e compositore di fama mondiale, è un albanense di lungo corso che ha vissuto molte esperienze fuori da quel centro asfittico. Non ha mai fatto politica attiva ma è stato sempre simpatizzante della sinistra, non nega che le sue radici culturale siano lì, ma ha creato una coalizone che travalica i simboli dei partiti tradizionali, accogliendo in sé le esperienze di tutti i fuoriusciti dalla maggioranza attuale e delle fiacche opposizioni. La sua coalizione di ben sei liste contiene infatti molti esodati di Marini, il mezzo pd, la mezza sel e la mezza rifondazione comunista fuoriusciti, con l'aggiunta di tutti i delusi e scoraggiati che durante gli anni e vari cambi di forma dei vari partiti tradizionali, si erano ritrovati senza casa. In questa esperienza c'è elettorato e rappresentanza di tutti i gusti e di tutte le specie, ma certamente non si trovano candidati che hanno avuto a che fare con l'amministrazione ed il governo di albano da più di 10 anni. Una lista in particolare, "centrosinistra è",
 l'ultima arrivata nella coalizione ad oggi di sei liste, ha ricandidato tre attuali consiglieri comunali in maggioranza col pd, di cui però da anni prendono le misure per invertire la rotta di allargamento della maggioranza a personaggi poco raccomandabili ed a scelte amministrative poco aderenti al programma con il quale si vinse le elezioni nel 2010. La maggioranza che oggi governa albano è totalmente stravolta rispetto a quella che vinse le elezioni cinque anni fa. Dopo lunghe battaglie sui temi e la richiesta tanto incessante quanto negata da tutti i partiti delle primarie di coalizione, per ricompattare il centrosinistra, a due mesi del voto hanno preferito cambiare strada e non accettare i diktat, affiancandosi ad un altra figura di candidato sindaco. E' uno degli aspiranti al ballottaggio.

venerdì 21 marzo 2014

schierano villette

schierano villette
sdrenano prati, versanti e greppi
in cima a collinette,
che nn ce cresceria più manco i zeppi.

'n ettaro de gnente lasciato a maggese
recintato de sterpi e co 'n fosso rittappato
che pe' chiamallo verde pubblico de paese
ce vo' più fiato che affronta' un leone 'ncazzato;

da tutte le parti nun c'è segno de tera pettinata
tante case vòte e giusto quaduna già 'ffittata
senza na piazza, 'n pizzicarolo o 'n senzale

perché a vole' vede 'r mare nun c'è niente de male...
co' la coscienza rinnovabile e pulita 'n generale
e 'n pannelletto solare 'n cima ar tetto inarivabbile





giovedì 6 marzo 2014

famo breccia

Famo breccia ner core de la gente,
famo breccia e 'na guera 'ndipendente;
famo breccia su tutte quante ste mmonnezze,
sur fatto de Cerroni e su st'artre schifezze;

famo breccia ner muro che divide e che ferisce,
perché uno è a tinta unita e uno è fatto a strisce...
E si famo breccia su tutte 'e discriminazioni
famo breccia puro su 'e cementificazioni!

Famo breccia a parlà d'energia nòva pulita
sparagnamo euri, che la strada qua è n salita!
famo breccia perché io c'ho 'r core rotto

c'è sempre quarcosa per cui nun te pòi move
noi famo breccia perché risorta r sole
ché nun sopporto de nun pote' fa tutto!!




martedì 4 febbraio 2014

#famobreccia (and i'm giving it all, it ain't much i'm asking, if you want the truth, here's to the future)


Famobreccia ner core de la gente,
famobreccia e 'na guera 'ndipendente;
famobreccia su tutte quante ste mmonnezze,
sur fatto de Cerroni e su st'artre schifezze;

famobreccia ner muro che divide e che ferisce,
perché uno è a tintaunita e uno è fatto a strisce...
E si famobreccia su tutte 'e discriminazioni
famobreccia puro su 'e cementificazioni!


Famobreccia a parlà d'energia nòva pulita
sparagnamo euri, che la strada qua è n salita!
famobreccia perché io c'ho 'r core rotto

c'è sempre quarcosa per cui nun te pòi move
noi famobreccia perché risorta r sole
ché nun sopporto de nun pote' fa tutto!! 






Una società piena di barriere architettoniche, di muri ideologici e di impedimenti. Un mondo disgregato e una società sfilacciata da anni di berlusconismo, che ha visto lo scandalo fiorito nascere proprio nella regione Lazio. La logica del “tutti uguali” trascina verso il fondo ragazzi e volontari onesti, che questi fenomeni li combattono da sempre, che combattevano già i presupposti che avrebbe favorito il malaffare; trascina verso il fondo le energie migliori di questa politica che spesso può contare sul valore personale e sulla storia privata di centinaia di militanti. Dunque proprio adesso è il momento per quei militanti di mettersi in gioco, di candidarsi tutti quanti per rinnovare e finalmente rigenerare questo partito. E' necessario impegnarsi di più nei momenti di maggior difficoltà, perché si sappia che un modo diverso c'è di fare partito e di essere democratici, per incarnare la volontà di quegli iscritti e di quegli elettori che non vogliono rassegnarsi al non-voto e non vogliono rassegnarsi al qualunquismo che fa tabula rasa di esperienze e battaglie interne alla politica, nel recinto della democraticità. Combattute innanzitutto sul piano culturale e non su quello della grettezza. E' necessario rompere quel muro, fare breccia.
Io il 16 febbraio alle primarie aperte, sostengo Marco Guglielmo segretario del Pd regione Lazio. Se c'era bisogno di dirlo.

venerdì 29 novembre 2013

La partecipazione e gli indifferenti

(aka perché pippo pure io)


Credo come Gramsci che "vivere vuol dire essere partigiani" ed anche io odio gli indifferenti. Chi vive veramente non può non essere cittadino attivo, prendere parte e dunque parteggiare. Indifferenza è vigliaccheria perché la vera libertà è sempre libertà di scelta… e il “non scegliere da che parte stare” è comunque agire. E’ scegliere di non agire; è agire passivamente; è un modo per lavarsi la coscienza delle decisioni collettive, per poi piagnucolare che le cose non vanno e non sentire la propria responsabilità in questo.



citando un altro pezzo di quello scritto di Gramsci:

Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel male, combattevano. 
I più di costoro invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. – dice ancora Gramsci - E non già che non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi, ma queste soluzioni rimangono infeconde … sono prodotto di curiosità intellettuale e non di pungente senso di una responsabilità storica. che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze. 

Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto.”



L'indifferenza è la palla al piede del rinnovatore. Indifferenza sono le sabbie mobili che affossano il cammino dei rivoluzionari… li decima, li scoraggia e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica di cambiare.
La maggior parte dei cittadini rinuncia per pigrizia alla sua volontà, alla partecipazione, a dare il suo contributo di idee alla comunità; con la loro passività lasciano ai margini e strozzano le volontà e gli entusiasmi soprattutto dei giovani. Noi scegliamo la passione anziché la passività.

È improponibile che un Partito strutturato e che ha sempre vissuto di militanti (che in fin dei conti sono loro la vera forza e che nonostante tutto aggregano nuove forze) lasci il tema della partecipazione ad altre formazioni tipo il m5s.
Questo Partito vive ad Albano una partecipazione felice dei Giovani, ma è un caso piuttosto raro ed il malcontento e il disamore è il vero ordine del giorno in moltissimi circoli in altri comuni. O questo Partito riesce a rinnovarsi in questo oppure necessariamente continuerà nel suo declino di autoreferenzialità e scarsa partecipazione. Dare un significato alla tessera, riuscire a parlare di temi locali, territoriali come nazionali, per produrre ragionamenti e non solo per fungere da cassa di risonanza di decisioni prese dalle amministrazioni in cui governiamo.
Il movimento ha intercettato grossolanamente questa grande spinta che viene soprattutto dalla popolazione più giovane, col minimo sforzo ed il massimo risultato; questa spinta di partecipazione però, essendo verticista e verticale, sta presto esaurendosi lasciando scontenti tutti quei sostenitori che pian piano stanno capendo che non è in un click che si può esaurire la voglia di partecipare, la sensazione di aver contribuito al dibattito pubblico.
Dobbiamo re intercettare questo popolo e farci carico di quei cittadini attivi che sono il nostro popolo, che desidera parteggiare per noi. Occorre dare loro casa.

L’opera meritoria di Fabrizio Barca va in questa direzione, ri stimolare il patrimonio di sezioni e di militanti affinché fieri possano tornare a fare le campagne elettorale, ri stimolare appartenenza rendendoli partecipi di processi decisionali, sfruttando la sua proposta di “mobilitazione cognitiva”: solo così sarà possibile fermare l’emorragia di attivisti che vanno in misura direttamente proporzionale a contribuire alla costante perdita non solo di consensi del Partito ma di fiducia nelle istituzione: ovvero ad ingrossare le file del non voto. Chi ha a cuore la democrazia non può non porsi il problema anche del pauroso decremento dell’affluenza al voto. Noi vogliamo essere quelli che difendono  con questi metodi la democrazia, incentivando la partecipazione facendoci permeare, aprendoci senza snaturarci, impegnandoci ogni giorno a far partecipare e a spiegare l’importanza delle scelte quotidiane. L’importanza del non restare indifferenti perché è proprio così che i pochi governano i molti. Cultura, coscienza della propria importanza, comprensione dei problemi, partecipazione nei processi decisionali di priorità.


Un partito con una classe dirigente che diriga, che sia avanguardia nelle soluzioni; con un confronto costante con gli intellettuali che lo criticano e non solo con quelli che “suonano il piffero per la rivoluzione”; con le doparie e i referendum tra gli iscritti, laddove la tessera deve diventare un vero sinonimo di appartenenza con diritti e doveri, che va usata non solo ogni quattro anni ma ogni quattro mesi per rimanere informati sulle attività a tutti i livelli del partito e potersi esprimere in merito. 

Un partito senza paura di confronto quotidiano. Per questo voto pippo civati.


venerdì 8 novembre 2013

un sogno (di congressi, di biopotere e di depressione)

La sinistra è progressismo e cambiamento, ma il cambiamento in democrazia è lento e a volte inscrutabile. Pertanto la sinistra è frustrata. Metti addosso all'entusiasmo dei vent'anni la frustrazione di generazioni e non ne reggerà il carico, diventando frustrazione cronica e depressione, apatia. Perciò la sinistra è noiosa e perdente. Certo basta una scintilla a far rinvigorire gli animi e il potere costituito lo sa, pertanto la tollera e anzi auspica se non promuove le sporadiche scintille, temendo l'effetto sociale pentola a pressione detto rivoluzione. La sinistra progressista nel dinamico conservatorismo capitalista è più dannosa della grandine sull'uva. Fa bei sogni, mi dicevi

giovedì 31 ottobre 2013

Quindi la democrazia (come intendo io la politica)

(di etica, di crederci e di un direttivo a dodici)

IL CONGRESSO NELLA CITTA' DI ALBANO
Tutti quelli a cui sta a cuore il rinnovamento e la partecipazione cittadina attiva, hanno seguito con attenzione le vicende del Pd locale.
Questi congressi chiaramente nascondono molto di più della semplice elezione di un segretario di circolo, ma ci sono linee politiche differenti e classi dirigenti che si contendono qualcosa che va al di là della seggiola da segretario. Onestamente segretario lo sono stato (anzi dovrei ancora esserlo, visto che Pavona è in via di definizione) e posso garantire che è più una bega che un vantaggio: sei etichettato ovunque vai, sei sotto pressioni per un milione di motivi e comunque non è un granché. Allora perché tanta contesa? risposta presto avuta: tra un anno e mezzo ci saranno le amministrative e ci si sta chiedendo già quale sarà la coalizione con la quale il Pd si presenterà agli elettori. Quella del 2010 è ormai superata, nel senso che bisogna restringere il campo dei simboli ampliando la capacità attrattiva nel Pd del mondo civico (proposta da albano2030 e da Guglielmo) oppure si supera con accordi da "centrosinistra organico" conosciuto, recuperando quei soggetti politici ormai noti "vistosi e in apparenza utilissimi" (tradotto, scaricando qualche folle e imbarcando quelli che oggi sono in diverse formazioni, ma pronti ad allinearsi e ad essere organici) ?? Determinare la logica dei prossimi 10 anni di politica e amministrazione albanense, mi pare uno scontro che supera un po' la semplice poltroncina da segretario di circolo territoriale, no? potrebbe spiegare il grande sforzo e gli animi così infuocati! Insomma, tanto impegno e interesse del sindaco in persona sempre presente e accanito ai seggi, la cui lista risulta tra l'altro prima indiscussa con numeri da capogiro, possono far immaginare che ci siano conseguenze importanti anche per l'amministrazione, dietro questo tipo di "conta" nel partito.
Albano centro infatti raddoppia i suoi iscritti (da 280 circa a 567) e Cecchina passa più o meno da 190 a 300. Pavona per il momento passa dai 105 ai 125 e i giovani democratici da 80 iscritti a 131.
Ammesso che sotto congresso ci si mobilita ovviamente di più e che magari si ri-tessera il simpatizzante che non si iscriveva da un po', non sono questi i dati di un successo.
C'è da dire inoltre che Albano centro dei suoi 567 iscritti, oltre 400 li ha visti arrivare quel giorno in sezione, di cui gente che si dichiara apertamente mandata da consiglieri comunali di (per adesso) opposizione (ovviamente non è stato fatto votare, tranquilli) o gente riconosciuta a vario titolo come non vicina al Pd. Mi dicono si sia iscritto e abbia votato anche un noto "pasquino" di Albano centro che ogni settimana in vetrinail suo non essere propriamente filo Pd. Figure non proprio edificanti.
A Cecchina l'aumento di oltre il 30%, rispetto all'attività politica di Partito o amministrativa in senso lato (quantificabile in oltre 100 persone) è anche questa abbastanza anomala. Sono più numeri da primarie a due euro di tutto il centrosinistra, soprattutto oggi che 20 euri so 20 euri e mica spicci! Addirittura infatti sono stati avvistati "bancomat umani" nei pressi del seggio che redistribuivano gli eurini necessari ad iscriversi. Qualche filantropo pare che abbia dato la possibilità di partecipare al voto anche alle numerose famiglie più indigenti che evidentemente non potevano permettersi la tessera di tasca propria. Tutte cose fatte notare dai giovani ai dirigenti sul momento e fotografate opportunamente. Ovviamente non si riconoscono le persone quanto piuttosto le situazioni: altrettanto ovviamente non è reato "prestare" venti euro ad un amico. Qualunque storico iscritto al partito ci fosse però (tanto ad Albano quanto a Cecchina) non ha mancato di sottolineare il proprio sdegno. Alcuni tesserati da un bel po' di anni che avevano già rinnovato l'iscrizione, hanno poi rinunciato al voto. Questo si, nient'affatto edificante.
Per quanto riguarda i Giovani Democratici, notiamo un notevole incremento negli anni, mai in calo di iscritti dalla fondazione ed una attività (scusate la partigianeria) di altissimo livello. In un anno passano dall'ottantina ai centotrenta (bella percentuale!), certamente grazie alle diverse iniziative come quella sul ciclo dei rifiuti con la senatrice Puppato, quella sul bilancio partecipato che hanno fortemente sponsorizzato, ma soprattutto grazie alla festa organizzata in autonomia in cui hanno toccato temi importanti con nomi importanti, quali la legalità con Ingroia, l'inceneritore con Tutino, il partito con Bettini e il congresso con Civati. Senza contare l'alto profilo culturale della festa stessa che ha ospitato concerti che hanno letteralmente trascinato i giovani di tutti castelli. La segretaria ha dovuto spiegare a più di qualche ragazzo che per iscriversi e sostenere i GD Albano è necessario risiedere, studiare o lavorare in quel di Albano e rare eccezioni si sono fatte solo per coloro che hanno deciso di fare attività quotidiana e acquisire dunque lo status di "militanti". Un anno premiato veramente da una partecipazione incredibile e impensabile per tutta la provincia di Roma e da un tesseramento al pari, con tanto di numeri di telefono e mail di tutti e diverse richieste esplicite di essere informati ad ogni iniziativa futura. Occhi lucidi per ogni vero e serio dirigente di Partito.
Tornando alle crescite anomale, non rimane che parlare di Pavona la quale, per ovvi motivi di rinvio del congresso, ha avuto un modesto incremento di solo 20 iscritti. Temo però che se si fosse svolto, staremmo parlando di altre cifre.

A PAVONA VINCONO L'ETICA E LE REGOLE
Ad orario di inizio congresso sono state presentate due liste per la composizione dei direttivi del Partito Democratico Pavona, collegate a due diversi segretari: Giacomo Mammarella e Stefano Iadecola, con i quali intendo scusarmi sin da subito, se non hanno potuto celebrare questo congresso.
La sospensione del Congresso è stata decretata ufficialmente per "prolungamento eccessivo dei tempi e l'eccessiva tensione che non avrebbe consentito un sereno svolgimento dei lavori". Questi ritardi e questo surriscaldamento di animi è avvenuto però, secondo le dichiarazioni allegate al verbale redatto dal Garante Provinciale, per dei precisi motivi.
La lista che faceva riferimento a Iadecola segretario (e collegata politicamente ad Alessio Colini all'unione comunale, "partecipazione democratica"), si è presentata con fortissime anomalie al suo interno ovvero ha consegnato una lista di 11 nomi anziché di 12 (numero di cui sarebbe composto il direttivo del circolo di Pavona), di cui: una sedicente (in quanto io non ho l'anagrafe degli iscritti di altri circoli, pertanto non è stato possibile verificare) iscritta ad Albano centro; il capolista (certo Nutile) che ha un provvedimento di sospensione (si dice "sub iudice") in quanto candidato contro il Pd alle comunali di Castel Gandolfo l'anno scorso: ha riconsegnato la tessera del Pd di Castello ed ha pensato bene di iscriversi a quello di Pavona-albano; la cosa ben più grave, immorale e illegale, ben due membri non sapevano di essere in lista (sono stati contattati telefonicamente ed hanno parlato con lo stesso Garante) e non sono più tesserati da due anni (sono personaggi noti al circolo in quanto facenti parte dello scorso direttivo, che mi hanno dichiarato oltremodo via sms di non voler fare più parte del Pd già dal 1011). Nulla di edificante, qui.
Quando la presidenza ha cercato di ristabilire un minimo di rispetto delle regole e dello spirito e dell'etica che si confa ad un congresso del più grande Partito d'Italia, si sono vedute scene pietose di appiglio ai cavilli come se l'aver inserito gente non iscritta e inconsapevole nella lista del direttivo, non fosse un motivo già sufficiente per ritirare la candidatura. Si è cercato con pervicacia di difendere l'indifendibile finché non è stato dimostrato che la suddetta lista per statuto nazionale era da annullare forzatamente, per il non rispetto dell'alternanza di genere. Il presentatore di tale lista, questo tale sotto provvedimento, con la stessa arroganza berlusconiana di chi crede di avere orde di voti e quindi di poter essere al di sopra delle regole, ha fracassato il vetro della porta della sezione con un pugno, come se ristabilire lo svolgimento della democrazia fosse questione di sola formalità e non di sostanza. Come se fosse un torto pretendere da chi crede di prendere o quantomeno così m'hann detto) 200 voti (e li vuole spacciare per veri), la decenza di trovare un numero adeguato di volenterosi uomini e donne pavonensi per le liste del direttivo.
Molte altre cose sono successe durante la serata, tra cui una signora in fila per il voto che ha dichiarato che erano pronti i suoi "15 rumeni assoldati" da un noto influente personaggio politico albanense non appartenente al Partito Democratico (gli organici di cui sopra, evidentemente). Dove arriva questo Partito se ricatta e costringe uomini lavoratori disperati a fare cose di cui non sanno? l'integrazione politica dell'immigrato come caporalato, non voglio che alberghi nel mio Partito!! 
Io stesso mi sono trovato costretto a fare un "comizio" a 15 miei parenti (io abito in una via in cui siamo tutti Lucci parenti e non hanno mai mostrato interesse nel coinvolgimento della vita del partito democratico neanche come elettori) e spiego loro che questo è il congresso del Pd e che si stanno iscrivendo al Partito (per giunta per votare contro di me!): al che un po' sbigottiti si allontanano.
Questo è tutto ciò che ovviamente è stato messo a verbale con le dichiarazioni allegate, agli atti per il rinvio del Congresso di Pavona e sarà pubblico appena possibile.



Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti. Prendiamoci un caffè.

domenica 20 maggio 2012

Non si rendono conto che così ci ammazzano


Davanti ad una scuola non deve esplodere niente: a sedici anni alle 7.45 non si muore, in uno Stato NORMALE. Un paese dove succede questo assassinio, i sopravvissuti scendono in piazza!
Chiunque in tutta Italia ieri mattina alle 7,45 era di fronte ad un istituto scolastico, è un sopravvissuto! C'è una responsabilità sociale condivisa in tutto ciò, responsabilità culturale di essere arrivati fino a questo, a prescindere da quale sia la mano esecutrice.
Due volte mi sono sentito come ieri in vita mia. La prima, anche se sembrerà strano e fuori luogo, quando ci fu il terremoto a L’Aquila nel 2009 e crollò la casa dello studente dell’Università. 
Credo che al di là della mano esecutrice, il mandante e le cause di questi episodi siano simili, ma soprattutto la mia reazione è la stessa: non si rendono conto che così ci ammazzano.

I mandanti veri di queste stragi italiane sono gli stessi di sempre e mutano nei nomi, ma niente cambia. No, non è una invettiva contro un politico preciso, contro un particolare partito e nemmeno contro l’intera classe dirigente. E’ un ammissione di colpa di un paese che è esageratamente implicato in dinamiche culturali che non danno aria al futuro.
Futuro, che per me è sinonimo di giovane.
Questa generazione prima della nostra, che oggi tiene le redini di questo paese (artigiani, operai, professionisti, commercianti, imprenditori, tutti quanti), è troppo spesso degnamente rappresentata da questa classe politica, ovvero hanno tutti lo stesso vizio: l’eternità.
La loro nei nostri confronti sembra sia invidia nel vero senso della parola, perché credo che il bene più raro e prezioso che agognano in maniera più forte, non è null’altro che la giovinezza: la voglia di eternità che fa spendere milioni ogni anno in occidente in chirurgia plastica e che fa vestire signore come ragazzine. Questa roba però non si compra e noi ce l’abbiamo a gratis: si chiama giovinezza e nessuno è in diritto di togliercela o farcela vivere male. Cercano di renderla difficile e brutta, senza speranza, cercando di rimanere sempre giovani e di non lasciarci mai il benché minimo spazio di agibilità in tutti i campi, dall’istruzione al lavoro dipendente, dall’imprenditoria alla politica. Ma io so che questo mondo è nostro e che presto o tardi saremo noi a governare questo paese, a dirigerne i processi produttivi ed educazionali: saremo noi insegnanti e avvocati e medici e artigiani e commercianti e politici.
Ma da oggi noi cominciamo a voler fare qualcosa per il nostro paese: ed è denunciare. Denunciare che così ci ammazzano.
Questo Paese ha ammazzato costantemente i giovani ed ha tarpato le ali ad un futuro dignitoso… ed è così che l’Italia è scivolata piano piano verso il baratro in cui oggi versiamo. La cultura mafiosa, generazione dopo generazione è cresciuta ed ha ottenuto quell’egemonia culturale necessaria per far si che la gente ‘onesta’ sia convinta ormai di essere in torto. Ad oggi ci sentiamo minoranza e spesso ci chiediamo dov’è che sbagliamo. A volte certi misfatti ci sembrano normali e avalliamo alcuni comportamenti e alcuni illegalismi che intorno a noi si compiono. Perché l’illegalità è divenuta normale, le non opportunità e la precarietà una costante. "Tanto lo sapremo tra vent’anni chi ha costruito la Casa dello Studente a L’Aquila e chi ha innescato la bomba che ha ucciso Melissa" già si mormora ovunque. Disincantati e rassegnati ci vogliono muti per continuare ad essere loro, il presente. Dobbiamo capire che noi siamo il futuro, ma che il futuro è già cominciato e siamo in ritardo sulla tabella di marcia. Il nostro tempo sta passando senza che neanche ce ne accorgiamo, a forza di chiamarci Futuro ci dimentichiamo che prima o poi dobbiamo essere presente. E questo futuro è oggi. Perché la generazione prima della nostra ha permesso questo. Perché loro , da soli, non si rendono conto che così ci ammazzano.
Credo che un Paese normale invece debba tutelare i più giovani e l’istruzione, perché il futuro non è altro che una moltiplicazione che passa per questi due fattori: dobbiamo tenerli alti entrambi. Per tenere alta la tutela dei giovani e la loro formazione, vien da sé che uno dei luoghi da curare maggiormente è la scuola. Ovviamente c’è bisogno di tutelare la famiglia e le mura domestiche che troppo spesso sono teatro di crimini aberranti e le piazze che da sempre sono luogo in cui il sistema mafioso ha i sui canali più capillari, fino all’ultimo piccolo spacciatore che, cosciente o meno, sta lavorando in franchising con qualche organizzazione criminale. Ma la scuola ha un valore più alto perché è là dove si incontrano maggiormente i due fattori che nascondono il segreto del Futuro.
Per questo hanno colpito la scuola ieri, per questo non l’avevano colpita mai. Questo è il più terribile e vile attacco allo Stato e al Paese, chiunque lo abbia commesso. Non deve passare nel silenzio, non deve cadere nel dimenticatoio. 
Un disprezzo e una rabbia così l’ho provata solo quando dei ragazzi furono assassinati da quella maledetta casa dello Studente mal costruita. Anche lì, come oggi, mi sono chiesto se non si rendono conto che così ci ammazzano.
Ci ammazzano quando non c’è prospettiva di pensione, quando non c’è prospettiva di lavoro, quando non c’è prospettiva di niente perché non sai se quello che mangi ti ucciderà, perché le nostre scuole sono fatte d’amianto, ci piove dentro, ci cascano addosso come a L’Aquila, perché ci fanno l’inceneritore sotto il naso, perché si seppelliscono rifiuti radioattivi nelle nostre campagne e antenne a tutte le frequenze nei giardini di casa, devastano il territorio con una urbanizzazione scellerata prosciugando falde acquifere spacciandoci tutto questo come progresso e come civiltà quando in realtà non posta da nessuna parte, è un mondo ad uso e consumo dei sempre giovani, di coloro che oggi vivono e non si preoccupano di dover lasciare qualcosa alla generazione dopo. A noi. Si sentono eterni e in diritto di ignorarci. Ci hanno annichilito con una tv becera, tagliando i fondi alle scuole, centomila nuove droghe con cui morire, ci hanno dato un mondo che va verso una guerra nucleare (Israele continua a bombardare la Palestina, ma se l’Iran interviene in difesa della Pastina contro israele… gli Usa intervengono in difesa di Istraele contro l’Iran; ma se gli Usa intervengono contro l’Iran, la Cina interviene in difesa dell’Iran. Israele, Iran, Usa, Cina, quattro paesi con l’atomica. E noi?), ci hanno lasciato il buco dell’ozono e il Pacific Trash Vortex. Chi compie tutto ciò ci sta ammazzando e tutti coloro che non si mobilitano, che non ci difendono: non si rendono conto che così ci ammazzano.

Noi dobbiamo partire dalla bomba del 19 maggio 2012 alle ore 7.45 davanti alla scuola Falcone Morvillo di Brindisi per prendere coscienza. Dal momento in cui una nostra compagna di scuola, compagna di generazione, compagna di viaggio, ci ha lasciato da innocente; come tutti noi che subiamo il mondo, innocenti e spesso incoscienti, ci facciamo scippare la vita facendoci svuotare inermi il futuro, dalle opportunità che invece ci spettano. Per Melissa che purtroppo queste opportunità non potrà mai più averle, dobbiamo riprenderci le nostre: noi che ancora possiamo, lo faremo anche per lei.  Smorzeranno i toni e cercheranno di farci dimenticare, ma una presa di coscienza generazionale non può essere dimenticata, una volta conquistata. Riprendiamoci un mondo pulito, un mondo che gestisca meglio i rifiuti e che addirittura ripensi i modi di produzione, che riveda il concetto di lavoro, di famiglia, di politica. Difendiamo le scuole soprattutto e indignamoci, tornando a L’Aquila 2009, perché è mafioso costruire alloggi per studenti con materiali scadenti, perché si sta mettendo a repentaglio i portatori sani di futuro: gli studenti. E’ necessario impegnarci quotidianamente per fare questo, bisogna essere giovani militanti, ma ne vale la pena perché è in gioco il nostro futuro. Bisogna impegnarci, prendere noi stessi coscienza e far prendere coscienza ad altri, che ad oggi ancora NON SI RENDONO CONTO CHE COSI’ CI AMMAZZANO.



martedì 20 marzo 2012

pavona di domani

Una proposta concreta di realizzazione dell’interramento ferroviario

La via del sottopasso ferroviario (ovvero mettere sottoterra il treno) va tentata e su di essa vanno concentrate tutte le risorse economiche che l’amministrazione intende riversare su Pavona. Questa è l’unica soluzione che permetta non solo la riqualificazione dell’area tutta, della creazione di nuovi spazi, delle possibilità di sviluppo commerciale, ma anche di sostenibilità ambientale e di messa in sicurezza del territorio.
Le risorse finanziarie per creare l’impianto, ci rendiamo conto, non sono di poco conto. E’ un impegno economico di decine di milioni di euro. Chiediamo la riapertura del tavolo di concertazione dal quale deve uscire finalmente la verità sui tempi e sulla cifra che questo progetto di interramento richiede. Finora ci son state solo voci, chiacchiere più o meno autorevoli e silenzi istituzionali. Quanto costa esattamente il famoso progetto 3TI? Quanto tempo ci vuole? Dopodiché passiamo alla reperibilità dei fondi dei quali qui ci impegniamo ad indicare alcune vie e soluzioni possibili. Dopo aver visto quanto costa, la proposta è di aprire una Società (la chiameremo ipoteticamente “interramento spa”) che riesca a fare una sorta di Project Financing popolare: una quota delle azioni verrà acquisita ovviamente dal pubblico e una dalle FS tramite capitalizzazione dei beni (ovvero anziché mettere capitale liquido per entrare nella società, FS mette a disposizione l’attuale parcheggio ferroviario, come l’amministrazione comunale l’attuale Piazza Nenni e un capitale liquido reperibile anche tramite una piccola Tassa di Scopo). Alcune quote potranno essere acquistate da commercianti volenterosi o anche da semplici cittadini o da altri enti. Insomma un crowdfunding tra i cittadini e le istituzioni che insistono sulla roma-velletri. A lavori ultimati infatti non ci saranno solo i numerosissimi e solitamente decantati parcheggi a pagamento per chi prende il treno da pavona (col servizio dell’interramento, il cittadino sarà contentissimo di pagare il parcheggio, non come oggi!), ma molto altro! Perché non si interra certo il treno per fare spazio ai parcheggi!
1) Innanzitutto una volta che si scava per interrare la linea ferroviaria, si creerà nell'adiacente piazza Nenni un enorme parcheggio con più piani interrati fino al livello della nuova banchina della stazione interrata (che sposterà il piano banchina di circa 7 metri sotto terra). Possono ovviamente crearsi anche box auto da mettere in vendita ai residenti così da sfoltire e non poco le vie del centro dai parcheggi selvaggi. Dove ora c’è l’asfalto di Piazza Nenni, sorgerà una vera Piazza con aiuole verdi e pannelli fotovoltaici, rialzata dal piano stradale, con sotto tre piani di parcheggi di cui due interrati (immaginiamoli a box e a servizio della stazione, allo stesso piano della banchina) e uno seminterrato (immaginiamolo a rotazione per la cittadinanza) video sorvegliati, con la sbarra all'entrata su Via del Mare che segnali la presenza dei posti liberi in display (come quelli veri, come i paesi civili veri!). La via del Mercato (per i filotopograf, viale Ciuffini, ma nessuno di noi l'ha mai chiamata così) finirà finalmente in una vera Piazza sicura e sgombra, dove potrà fare fermata lo scuolabus. Se a questo aggiungiamo l'idea di far sbucare via Genova in via Vercelli e in via Piani di monte Savello così da creare un circuito per le macchine delle mamme sicuro per tutti i bambini.
2) Sopra l’attuale parcheggio della stazione invece può crearsi edilizia turistica o residenziale a breve termine a 15 minuti dall'aeroporto di Ciampino e a 30 minuti da Roma Termini (coi treni di oggi), con una cubatura elevata che possa farvi sorgere un edificio con altezza in linea con quelli già esistenti nel centro, grande come tutto il parcheggio della stazione e l’attuale spazio della banchina. Ostello per turisti, casa dello studente in convenzione con Ladisu della Sapienza, giovani erasmus o semplicemente turisti agostani.
3) Ulteriore vera rivoluzione e risorsa però sta nello sfruttamento di tutta la soletta della galleria del treno che percorre Via Torino: non solo quest’ultima potrà avere finalmente il marciapiede dalla parte delle abitazioni e i parcheggi sull'altro lato (incomprensibile lo stato attuale delle cose!), ma potrà essere considerata il nuovo centro e fulcro della vita cittadina. Su questa soletta infatti (stiamo parlando di circa 600 metri lineari disponibili lungo via Torino) si potrebbe creare la nuova “Via del Corso” di Pavona. Un Centro Commerciale. Immaginiamo strutture leggere ed eleganti, di modesta grandezza che possano ospitare esercizi commerciali, magari coi tetti in pannelli fotovoltaici. Calcolando che sarà liberato uno spazio in larghezza di circa 10/15 m, per i 500/600 di lunghezza si possono creare due file di negozi con al centro una passeggiata in portico per le giornate invernali. Stiamo parlando quindi di fino un centinaio di ‘serrande’ da 50mq che potrebbero corrispondere ad altrettanti esercizi commerciali, con ulteriore spazio per un importante parcheggio a servizio di questo centro in fondo alla via Torino (dall'altro capo rispetto alla piazza); l'interramento prosegue oltre via de Piani m.Savello e potrebbe ospitare addirittura un modesto stabile da adibire ad uffici, studi e servizi in generale in una sorta di co-working che indubbiamente si renderà necessario con la creazione di tutto questo indotto economico. 
Tutto ciò nel centro di una cittadina, con una fermata della tratta ferroviaria più importante di tutti i Castelli Romani: agenzie di Viaggi, negozi di biciclette, di sport, una pizzeria e una libreria, negozi di scarpe, di vestiti, di preziosi, una tabaccheria, l’edicola: locali oggi assenti nel tessuto cittadino, ma anche piccoli commercianti già in loco che oggi pagano il dazio di una locazione svantaggiata rispetto a quanto potrebbe fruttare in una zona immaginata come appena descritta. Con la creazione dei parcheggi sotto piazza Nenni, il problema di posti auto e di intralcio al traffico dovrebbero essere risolti, viepiù che la maggioranza dei cittadini ora che l’aria è più respirabile può muoversi a piedi, con le linee di trasporto pubblico locale o sulle piste ciclabili appositamente create. E ovviamente molti raggiungerebbero questo importante centro con il treno!
Questo ovviamente in opposizione a GPS costruzioni che vuole costruire un centro commerciale sulla via laterale di pavona (via casette) fregandosene della viabilità e dello sviluppo urbano ordinato.


(in blu c'è la stazione interrata, in giallo la soletta della galleria di interramento, verde tratta in 'trincea') la strada che attraversa la parte in blu è Via del Mare. L'immagine è presa dal progetto 3TI


Le entrate dell’interramento sono dunque molteplici: l’edilizia turistica sull'attuale stazione e parcheggio ferroviario; i parcheggi e box sotto l’attuale piazza Nenni a livello della nuova stazione interrata; un centro commerciale di quasi cinquemila metri quadri sopra la soletta del treno interrato lungo tutta via Torino.
I soggetti da coinvolgere sono sia pubblici che privati, dai fondi europei per costruzione di quella che è di fatto una metropolitana leggera che andrebbe a servire oltre 500mila cittadini dei castelli collegandoli a Roma, a quelli privati come ad esempio quelli che vorrebbero costruire sugli attuali verdi prati di via Casette.
C'è da ribadire che il progetto di interramento qui linkato di 3TI prevede la NON interruzione della tratta ferroviaria.

venerdì 9 marzo 2012

Umuntu ngumuntu ngabantu

(io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti)

Care compagne e cari compagni,
come detto nel mio intervento al congresso, la fase costituente è finita e possiamo dire di aver vinto. Il cambio di passo è stato fatto e una nuova generazione di democratici si è auto organizzata e costituita in Circolo: sono i Giovani Democratici di Albano, Pavona e Cecchina. Siamo noi. Come ulteriormente ribadito l’altra volta ripeto che è per me un grande onore aver fatto parte ed essere cresciuto con questo gruppo, ma altresì che il regalo più grande che posso fare oggi, è togliermi da mezzo! Lasciare che questo gruppo anagraficamente più giovane di me prenda la guida di questa organizzazione e cominci a pensare di essere vero gruppo dirigente con piene responsabilità e che in quanto tale deve preoccuparsi anche del proprio stesso ricambio e continuazione. Sempre largo ai più giovani.
E’ bene tenere sempre a mente che una squadra che lavora bene, è inarrestabile e imbattibile: permette a tutti di divertirsi facendo politica e di avere dei legittimi momenti di minor impegno senza che l'organizzazione naufraghi.
Il nostro obiettivo è e dovrà essere sempre quello di fare da punto di riferimento.
Ad ogni costo non bisogna mai sentirsi soli e far sentire soli i giovani albanensi democratici che verranno partecipare alla vita del Circolo e della politica albanense, anzi cercare quanto più possibile di intercettare il dissenso e di reinterpretare il concetto di sinistra su questo territorio, dando sempre e costantemente l'esempio, stando sempre in prima linea nell'impegno, lamentandoci di trovare porte chiuse solo dopo aver bussato a lungo.
Il nostro compito è non far sentire soli i ragazzi che verranno e che avranno voglia di cambiare questo Partito, questa sinistra e questo paese: se molliamo noi, dovranno ricominciare da capo e ripercorrere le nostre stesse difficoltà iniziali.
Bisogna esserci e rivendicare costantemente il diritto all'esistenza della giovanile, che è pronta ad accogliere tutto l'aiuto possibile, ascoltando, comprendendo, elaborando e inglobando sempre nuovi ingranaggi perché la macchina possa funzionare di più, in maniera migliore, in modo più efficacie.
E' necessario non lasciare da soli quelli che verranno, preparare il terreno a chi raccoglierà i frutti del nostro lavoro senza l'egoismo di dover necessariamente essere 'prime donne'. Ho cominciato a lavorare con questo spirito perché l'ho percepito negli occhi di chi mi ha preceduto e ho voluto portare avanti spero con successo questo insegnamento: si sta nella giovanile per rimetterci gratuitamente tempo, benzina e ricariche di cellulare perché qualcun altro dopo di noi possa godere dei frutti di una giovanile, di un partito, di una sinistra, di un paese migliore di quelli in cui siamo capitati e che, se siamo tutti qui, non ci piace e non ci rappresenta. Parafrasando Tesla, si potrebbe dire che l’uomo politico non mira ad un risultato immediato, non si aspetta che idee avanzate siano immediatamente accettate. (…) Il suo dovere è fissare i principi fondamentali per quelli destinati a venire dopo e indicare loro la strada.
Fondamentale è non cadere in personalismi sciocchi e non farsi abbindolare da facili promesse “papaline" anche perché nel conclave dei potenti, chi entra papa esce cardinale. Noi siamo sempre stati fuori dal conclave perché i singoli individui decidono che non esiste conclave di cui essere complici e che i posti di discussione siano sempre le sezioni e i direttivi come facciamo noi in giovanile e non con caffè intimi e cene private.
Indispensabile è non avere mai pregiudizi, mai luoghi comuni, mai discriminazioni perché chiunque si avvicina ai giovani democratici ha pari dignità di parola del militante più vecchio: anzi è proprio lui che bisogna ascoltare maggiormente per capire sempre i ‘perché’ di chi non milita, ché troppo spesso la nostra lente da militante ci deforma la percezione dei fatti. Non far sentire mai escluso ed estraneo il ragazzo più giovane o l’ultimo arrivato. Anzi andar a cercare sempre i ragazzi necessari per quella continuità e quel ricambio che della giovanile è l‘essenza stessa, stare sempre nelle scuole ed avere rapporti coi rappresentanti d‘istituto, con le associazioni del territorio, coi locali esistenti: fare politica nella giovanile significa innanzitutto vivere la propria città e il proprio territorio, ciascuno per l‘età che ha, ovvero nelle scuole, nei locali, nelle piazze, nei posti di lavoro: fare politica è vivere ed è per questo che è fondamentale anche tenere a mente sempre la questione morale che non deve ridursi ad uno slogan nostalgico volto ad accusare gli altri, ma prima di tutto uno stile di vita proprio: mai cedere il passo alla menzogna, all’infamia e al tradimento nella vita privata è l‘unica arma che ci legittima e ci dà la credibilità e la possibilità di pretendere l‘onestà pubblica e istituzionale.
Essere militanti di una giovanile è faticoso e scomodo come tutte le volte che si prende una posizione: solo chi sceglie di non scegliere è l’uomo incatenato. La libertà è partecipazione, non ignavia e apatia, non abulia e indifferenza che invece sono la via facile di lamentela perpetua di chi sguazza senza muovere un dito. Noi dobbiamo dunque odiare l’indifferenza e tenere a mente che, se fare politica significa vivere e vivere significa essere partigiani, ovvero prender parte alle cose del mondo, allora fare politica significa essere Partigiani. Solo chi lavora per cambiare, ha dignità e credibilità nella lamentela. Che diventa così Critica costruttiva. Pertanto è sempre necessario e vitale lavorare per il cambiamento, per non prestare il fianco mai all’accusa di “collusione”. Senza paura di sbagliare perché solo chi non fa, non falla. [abusando nelle citazioni di Gaber, Gramsci e Guccini]
Non bisogna mai cadere in facili populismi e affrettati slogan, ma tenere sempre a mente l’obiettivo e mai prestare il fianco strillando sguaiatamente, quanto piuttosto agire senza troppo clamore in onestà e buona fede per raggiungere gli obiettivi senza intestarsi le vittorie personalmente ma sempre di gruppo cosicché ogni vittoria sia vittoria di tutti : l’importante è metterci la faccia e stare puliti con la coscienza, dare il massimo con umiltà. Non usare una bandiera per una ‘crescita’ personale, ma metterci la faccia perché acquisti valore la bandiera. Questa è la vera rivoluzione culturale. Il resto arriverà da sé e sarà una gioia sapere di essere ‘uno in più’ perché si è accostata una ragazza al banchetto o qualcuno si è personalmente speso per portare l’amico a riunione.
Il più frequente motivo di scoramento che ogni giorno fa trionfare i poteri esistenti, è l’egemonia del potere organizzato che sembra imbattibile e infallibile nei confronti di una opposizione culturale sempre frammentata e isolata. Il nostro compito come giovani democratici deve essere quello di non far sentire mai soli i possibili e per ora silenziosi dissidenti, essere polo di attrazione ben organizzato e macchina efficiente che svegli le coscienze, che faccia porre domande, che trovi risposte concrete e che si impegni nel bussare sempre alle porte di tutti.
Al lavoro e alla lotta!



Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza,
Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo,
Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.
I maggio 1919, Antonio Gramsci, L’ordine nuovo