giovedì 22 dicembre 2011

Qualcuno mi renda l'Anima - Renato Zero


Facciamo subito l'operazione verità. Essendo Natale sono entrato in fissa per La Leggenda di Natale di Fabrizio De André, quindi ho postato un commento su tale canzone sull'altro mio blog "amicofaber.blogspot.com" a lui dedicato. Quando sento quella canzone, non può non venirmi in mente questa, per la maniera fantastica in cui queste due canzoni, uniche nel loro genere nel panorama dell'universo, trattano l'argomento. Quindi ho dovuto commentare anche questa.


Qualcuno… Con un sorriso addosso,
Mi dice, giochiamo insieme dai.
Ti compro, un aquilone rosso,
Se lo vuoi!

Una persona che si avvicina ad un bambino, con la scusa di voler giocare cpon lui, seducendolo con la promessa di un giocattolo, un aquilone bello rosso.


Avevo, appena aperto gli occhi!
Ma il buio, mi raggiungeva già,
Due mani, rubavano al mio corpo,
L’innocenza…

Era appena un bambino, un fanciullo che gioca, cominciava appena ad aprire gli occhi per guardare il mondo, ma purtroppo è sopraggiundo il buoi della violenza. Due mani adulte strappano via l'innocenza al povero bambino.


Ma, perché è toccato a me, fra tanta gente…
Ma, che cosa c’entro io, con quella gente…
Qualcuno mi renda l’anima!

una domanda agghiacciante che ogni vittima di ingiustizia non può far altro che ripetersi


Madre, quei segni sul mio corpo…
Certo, non li hai capiti mai!
In quel gioco losco…
Vinsi un aquilone,
E persi l’anima!!
Persi l’anima…
Persi l’anima…
Persi l’anima…
Qualcuno mi renda l’anima!!!

E come ogni bambino parla alla mamma, dicendole che lei mai avrebbe potuto immaginare i significati di quei segni, che in un senso lato non sono solo i segni della violenza specifica, ma magari possono essere segni diversi, come ad esempio un'adolescenza particolarmente travagliata e combattuta, forse con qualche contraccolpo fisico e psicologico forte.
In quello strano gioco che mi spinse a fare quell'uomo vinsi certamente un aquilone, ma persi l'anima mia! (in una versione live fa venire i brividi per come lo strilla!)


Ma, perché è toccato a me,
Fra tanta gente…
Io!
Ma, che cosa centro io, con quella gente…
Dio!
Qualcuno mi renda l’anima!

Cresciuti, con un sorriso addosso.
Bambini, ormai non siamo più.
Vi diamo, un aquilone rosso …
Per un anima!
Per un anima ….
Per un anima ….
Per un anima ….
Qualcuno mi renda l’anima!!!

Qua c'ho una doppia interpretazione, una più polemiaca e un'altra più malinconica.
Nella prima potrebbe esserci una polemica forte nei confronti della non curanza da parte della "legge" che non fornisce ai bambini vittime di pedofilia adeguata assistenza psicologica, i quali si trovano spesso da adulte a portare "quel sorriso addosso" e quel morboso attaccamento ai fanciulli che può portare malauguratamente una vittima di abuso... a diventare un carnefice. E qui si spiegherebbe la sua offerta, a fine canzone, di un aquilone rosso per un anima, l'esatto specchio della situazione iniziale in cui gli fu offerto un aquilone rosso per "giocare" insieme ad un adulto.
Nella seconda invece potrebbe leggersi semplicemente come un uomo a cui non è rimasto che un maledetto ricordo dell'evento (simbolicamente l'aquilone), ma si ritrovano sprovvisti della loro "anima" e pertanto vagano offrendo questo maledetto riordo in cambio di una vita normale. D'altronde rispetto alla prima ipotesi, lui quest'aquilone non lo offre ad un bambino, ma ad un Voi generico, come fosse un grido d'aiuto nei confronti della società in generale.
Che troppo spesso si dimentica di chi ha subito la violenza per soddisfare la propsia sete di vendetta sociale e gridare magari alla 'castrazione chimica'.

Come ne La Leggenda di Natale di DeAndré questa canzone anche, le uniche due a mio ricordo, tratta l'argomento non in maniera strappalacrime e non è di accusa verso il pedofilo, ma è resa magnifica dalla prospettiva dal quale il tema è visto e trattato: quella della vittima di violenza, in questo caso la voce narrante della canzone. Questo rende la canzone, se pur prima di eccessiva retorica e di metafore, anzi molto diretta ed esplicita, un vero portento emotivo. Quando la si ascolta non si può non provare un brivido e non avere voglia di strillare con lui: QUALCUNO MI RENDA L'ANIMA!



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