venerdì 28 agosto 2020

la mia candidatura



Mi sembra sciocco presentarmi perché non credo ci sia qualcuno che abbia dubbi su quale sia la mia posizione. Su tutto. Ma è giusto farlo.

Sono sempre stato un partigiano. Mi è sempre piaciuto parteggiare. Stare da una certa parte della storia, aderire ad una certa cultura. Nella mia vita, ho scelto cosa essere. Come essere.

Non mi sono mai fatto scrupolo nello scegliere anche di stare antipatico su certe questioni. Essere critico e indipendente, dire le cose come stanno con tenacia.

Non a caso faccio politica attiva da 15 anni.



LA POLITICA

Sono sempre stato progressista. Fortemente attaccato alla tecnologia come risorsa e come accesso all’informazione, ma che rimane legata ad un orizzonte preciso. 

Quando ci si riempie la bocca di futuro, dobbiamo tenere in conto che ogni processo innescato ha le sue conseguenze su diverse scale. 

Solitamente chi si candida parla di concretezza e di programmi di corto raggio. Decoro e opere pubbliche sono più affascinanti, ma non guardano al di là dei 5 anni del mandato elettorale. Credo che governare non sia solo dare la colpa ai governi precedenti, ma soprattutto innescare meccanismi utili per i governi futuri. 

Per le battaglie concrete ed il quotidiano, ho sempre pensato che lo strumento principe fosse l’associazionismo di quartiere o magari del comune di Albano o al più legato al territorio dei Castelli. 


Da buon cittadino posso comprare a km 0. Come associazione posso organizzare eventi plastic free e sensibilizzare la comunità locale. 

Come amministratore sarò chiamato a fare molto di più. Significa innescare processi dall’alto e non dal basso. Significa portare in alto, le istanze che hai sempre visto e promosso dal basso. Non sei più quello che parla, ma quello che ascolta, media, elabora soluzioni di lunghissimo periodo.


→ Per altre info sui ruoli di una amministrazione comunale, clicca qui.



LE POLICY

Ad esempio sono sempre stato contrario all’installazione delle ormai famose macchine mangiaplastica MrPack. L’amministrazione non deve promuovere policy di consumo di plastica usa e getta. 

Le fontane di acqua gratuita innescano invece pratiche quotidiane di riuso dei contenitori. 

Questi sono i dettagli che fanno la differenza: a quale tipo di cultura abituiamo i nostri concittadini? Quali policy adottare? Li incentivo a produrre rifiuti di plastica pagando un tot a bottiglia... o al riutilizzo dei contenitori fornendo acqua gratuita?

Se hai ben chiara quale sia la tua cultura di riferimento, qualsiasi sia la scelta che dovrai affrontare, saprai la direzione giusta. 

Io so qual è la mia direzione. 



CHI SONO 

Non è sufficiente essere “una brava persona”. Essere una brava persona è un requisito base che dobbiamo chiedere a noi stessi come cittadini, non ai nostri amministratori. 

Nemmeno voglio parlare dell’inopportunità di votare in base a promesse di ricavi individuali. Chi promette 10 per avere una posizione di potere decisionale, ha senza dubbio un ritorno di 100 da quella posizione.


Io non ho la smania di essere eletto, la mia posizione di vita non cambia e continuerò ad essere quel Marco che organizza eventi plastic free con Radio Libera Tutti. Che promuove raccolte fondi e sensibilizzazione in favore della ricerca, della salute, dell’Associazione Italiana contro le Leucemie. 

Quel Marco contrario alla cementificazione e favorevole alla digitalizzazione. Quel Marco che non esce di casa senza smartphone come non esce senza occhiali da vista. Quel Marco che si chiude in casa e divora romanzi e narrativa. Continuerò a studiare l’uomo, le percezioni della violenza, a interessarmi di politica e di società. Di musica e sociologia francese.

Continuerò a partecipare.


→ Se vuoi saperne di più sul mio personalissimo curriculum di studi e di vita, ti rimando a questo link più schematico e facile da consultare. Perché è un tuo diritto conoscere il mio background.



PERCHÉ VOTARMI

In definitiva non faccio promesse concrete. Offro solo l’opportunità di votare ciò che incarno. Certo, cerco di essere un buon amico, solidale e presente, se pur sempre indaffarato e girovago. Ma non sto chiedendo il voto per questo. 

Sto offrendo la mia esperienza e la mia competenza, sto offrendo alla comunità degli albanensi ciò che sono sempre stato. Quello che con con impegno e costanza ho costruito. 

Io nella mia quotidianità compro solo vino locale o proveniente da una zona d’Italia terremotata: non c’è bisogno che specifichi come da amministratore affronterò questioni di cementificazione e consumo di suolo. Non vanificherò mai il mio impegno quotidiano di anni, sottovalutando l'importanza di un atto amministrativo di 5 minuti. Chi crede che per il domani sia importante non buttare una cartaccia a terra, non prende sottogamba l’impatto che un piano regolatore ha per sempre sulla città. 

Quindi lo farò con i maggiori riguardi possibili nei confronti dell’ambiente che ci circonda, senza dimenticare mai il diritto all’abitare. Senza mai dimenticare il diritto al lavoro. 

Quindi incentiviamo il recupero e il riuso (abitativo e artigianale, in questo caso) e non nuova produzione e consumo (in questo caso, di suolo).


Come affronterà la questione di consulte popolari, casa delle associazioni e promozione del territorio, chi negli ultimi 15 anni non ha fatto altro che investire tutto il suo tempo libero in questo campo?

Chi mi conosce ed ha lavorato insieme a me, può senza dubbio garantire per me.


Come affronterà la viabilità, la mobilità, la qualità dell’aria e della salute chi da quasi 10 anni fa volontariato per la ricerca e la salute?


Non sono solo una brava persona, ma sono una brava persona che ha soprattutto investito il suo tempo nell’operare sul territorio nel quale è nato e vissuto. Per migliorarlo. Acquisendo competenze che oggi offre all’amministrazione comunale di Albano.

 

Io non so se sono la persona ideale da votare per tutti, ma so che rappresento esattamente ciò per cui mi candido. 


Una lista CORAGGIOSA, femminista, progressista, ambientalista, solidale.


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COME SOSTENERMI

Il 20 settembre vai a scrivere LUCCI, accanto al simbolo della lista Albano Coraggiosa. Per Massimiliano Borelli Sindaco. 

E condividi coi tuoi amici il messaggio che ti è arrivato su whatsapp con questo link, invitando a sosteneremi sui social e nelle urne. 

Ricorda che anche chi non risiede ad Albano Laziale, ha sempre un amico o un congiunto albanense a cui consigliare di votare Marco Lucci.



domenica 8 marzo 2020

Lotto sempre

L'otto marzo per me rimarrà sempre e comunque il luneur (lunaparck di Roma) pieno di gnocca che entra gratis. Nemmeno ci penso all'accusa di superficialità sociopolitica, si faccia allo scoperto chi me la contesta: venite pure avanti voi con il naso corto. 
L'otto marzo fatevi belle e magari civettate, fate pure un po' più le mignotte se vi va. Chi rinchiude la consapevolezza della dignità del sacrificio quotidiano di una donna in occidente in un solo giorno, è quasi come l'isis. 
Fate un po' più le mignotte se volete, ma no col capo che vi tiene lo stipendio basso e v'ha fatto firmare prima le dimissioni e poi il contratto; no con quello che vi chiude dentro casa e magari la sera vi prende a sganassoni se non gliela date, mi raccomando. Ma non fatelo nemmeno il nove, nemmeno il dieci, nemmeno l'undici marzo. Ribellatevi tutti gli altri giorni, siate ribelli nei vostri comportamenti giornalieri, ribellatevi dentro, nelle scelte di campo. E non apparite ribelli. Il ribelle che si fa notare viene solo oppresso più facilmente. 
Alzati presto, tatuati dove non si vede, vestiti bene, sorridi e dà il buongiorno a tutti la mattina. Non vantarti di cosa suonano le tue cuffiette e quale libro stai leggendo. Non vantarti della tua ribellione. Gli atti ribelli, la consapevolezza e l'autocoscienza, sono invisibili ed è bene che lo rimangano affinché funzionino, perché abbiano i loro effetti migliori. La ribellione è un danno al sistema? Ebbene: avete mai visto un delinquente mettere i cartelli in piazza e dire ad alta voce al bar la propria delinquenza? I carbonari agiscono discreti.
Un tatuaggio a vista ed una cresta viola non è più ribellione da quasi quarant'anni: oggi è solo carenza d'affetto e d'attenzioni, magari mitomania.
L'otto marzo è un carnevale, è una data come le altre, commercializzata, di cui l'occidente fa feticcio per dire: "lo vedi? È la festa tua, sfogati e poi torna a proteggere il focolare domestico. Oggi puoi fare quello che vuoi". Ebbene fatelo. L'otto marzo dategliela vinta facile e fate quello che volete. Ma non fate anche il sottinteso che c'è nella spettacolarizzazione dell'otto marzo. Cioè che il nove poi non ci si può più ribellare.
Ardite del popolo, l'otto marzo fatelo col sorriso di chi medita vendetta per le proprie madri.
Fate pure un po' più le mignotte l'otto marzo, civettate, sorridete nei selfie mezze svestite, se volete. Però poi torna la lotta quotidiana, il nove. Tenetelo a mente. 
L'otto marzo non accusate le altre di non aver fatto la vostra stessa scelta, che sia mettersi il burqua in penitenza o viceversa di essere entrate gratis alle giostre. Non spaccate il fronte della rivolta femminile. Non fate a gara a chi ce l'ha più lungo pure voi. E abbiate pietà, voi che capite, per noi che capiamo meno. Pensate sempre che un poeta trent'anni fa cantava: non è te che detesto in fondo sai, la colpa non è tua. La verità è che tu al mondo servi così.
Si chiama coscienza di classe, coscienza collettiva, coscienza di genere. E la coscienza non si fa in un giorno, quindi è l'otto marzo sorridete nei selfie, entrate gratis alle giostre, civettate per una mimosa in più e sentitevi lusingata ed apprezzate. 
Ma il nove arriverà. E la coscienza femminista fa paura come uno spettro che si aggira per l'Europa, più delle creste e dei tatuaggi, più dei peli sotto le ascelle. 
Non fatevi togliere la consapevolezza dell'obiettivo da una minigonna, ma sappiate che nessuna minigonna potrà togliere la consapevolezza a chi ce l'ha.
Quando è l'otto marzo perciò sorridete pure ai selfie, civettate per una mimosa e smignottate pure un po' alle giostre, se volete. Ma la consapevolezza è una per tutte, per chi ce l'ha e non si fa in un giorno.
Vendetta. Vendetta per le madri, vendetta per le sorelle, vendetta per tutti le oppresse.


venerdì 6 marzo 2020

Coronavirus e didattica digitale

. Parlo pochissimo su fb della bestia in camicia verde, per interrompere il gioco di manipolazione a cui sono sottoposto.
. Parlo pochissimo di cronaca perché un giudice stabilirà se è legittima difesa o assassinio quello del poliziotto nei confronti del 15enne di napoli. E perché un dottore mi dirà se devo stare a casa o uscire di casa.
Insomma ho un cervello per elaborare dati, ma devo necessariamente fidarmi: a ciascuno il suo mestiere. E lo faccio per rispetto di quel mestiere e per rispetto del mio mestiere.
Se avete un amico che lavora più o meno con l'istruzione, avrete visto questo post qui. Se non siete arrivati a leggere fino a qui, la colpa è ancora di questo post qui.
Perché gli insegnanti magari fossero quello che dice lui. Colcazzo! Gli insegnanti sono di gran lunga peggiori nella media. Sempre ottimi individui, in un sistema buono, ma in media di gran lunga peggiori dell'optimus che descrive costui. Dando un alibi a tutti, anche ai peggiori lagnosi nullafacenti insegnanti d'Italia. La scuola si salva perché pochissimi lavorano per 4, ovvero sono come li descrive quell'articolo. Mentre altri 5 sono degli incompetenti totali.
. Pochissimo parlo anche del mio lavoro quotidiano, se pur qualcosa faccio per campare. E quel qualcosa è stare a contatto con quelle bestie portatori di coronavirus di adolescenti puzzolenti. No, non sono i MIEI ragazzi. Non li ho cercati e non li ho voluti. La maggior parte di loro sono delle teste di cazzo, è giusto ammetterlo. Sorrido a tutti, ma della mia gang fanno parte 2 o 3 per classe. Ma torniamo a questo professore.

Lo dirò chiaramente: se l'insegnante fosse quella cosa che dice lui, saremmo una superpotenza mondiale. Questo paese fa schifo perché gli istruttori di scuola sono degli imbecilli pronti ad autoglorificarsi per la loro inestimabile intelligenza emotiva o preparazione curriculare. Vanno a scuola in tuta e si credono a contatto coi giovani. Canticchiano Achille Lauro a Sanremo e si sentono parte di quel mondo. "E ce lo cachi che sei un artista" (cit. Paz). Spesso fanno lo stesso coi loro figli rovinando l'ennesima generazione. Ennesima generazione che crescerà stupida, non autosufficiente e desiderosa di autoritarismo (che a parte quelli del classico -che fingono, poverini- stanno più o meno tutti sulla scia di "quando cera lvi") . Anche un bambino di 15 anni infatti capisce quanto siete vergognosamente molli e vi chiede disciplina, fermezza, risoluzione. Nei valori, non nei compiti a casa. Verso i grandi e non verso i deboli. Fate spallucce al collega che ruba lo stipendio e cacate il cazzo al 15enne che vuole giocare anziché fare i compiti. Forti coi deboli e debole coi forti. Siete la merda del fascismo. Abuso di potere imbellettato da "ce lo chiede l'Europa". Ci sono i programmi da rispettare, il ministero, il direttore, il cazzo che ti si frega. C'è la rivoluzione da fare e rispetto da portare ai 15enni. La nostra casa brucia, dice Greta. Ci permettiamo di mancargli di rispetto perché non hanno mezzi per difendersi, i 15enni. Non hanno esercito. Non sono esercito di arditi. Sono agitati, ma non sono organizzati e istruiti, parafrasando Gramsci. Perché loro non sanno cosa siano i diritti, perché noi non glielo insegnamo e facciamo spallucce al collega che ruba lo stipendio. Facciamo spallucce perché il nostro "i programmi ministeriali" con cui lì obblighiamo sui libri crediamo che faccia presa come su di noi ne fa "ce lo chiede l'Europa". Ma a 15anni non sono così stupidi come noi. Ancora non lo sono. Quindi abbassano la testa solo per guardare uno smartphone. E noi vogliamo addestrarli ad essere stupidi come noi.
Non sei un mio amico: sei un insegnante, un genitore, un adulto. Vaffanculo te e la tua sindrome di Peter Pan.
Ebbene si, gli insegnanti è pur vero che sono una lamentosa classe dai risultati insoddisfacenti. Non si può valutare l'abilità di un singlo docente (né si può chiederla ai ragazzi, suvvia) ma si possono analizzare i risultati della classe docente in toto: oltre metà italia non sa leggere e desidera uno pseudofascismo perché non ha mezzi intellettuali adeguati per capire chi la sta perculando. Di chi cazzo vuoi che sia la colpa? Dell'analfabeta che non sa leggere? La vulgata de sinistra dice di si: noi siamo fichissimi, è la gente che non ci capisce. E la maggior parte degli insegnanti, radicalchic con un numero di ore lavorate annue imparagonabili ad ogni altro lavoratore, dà la colpa agli studenti zucconi.
La verità ve la dico io: presi da nullafacentismo e da stocazzismo continuano a spiegare pedissequante l'argomento del programma. Non hanno idea di cosa susciti interesse in un adolescente, stanno lì a punire l'uso di parolacce e a chiedersi cosa sia swisho un blunt in swishland (Cit. Da suprime). Provano a riempire le teste dei ragazzi di nozioni trovabili su wikipedia, il più delle volte spiegate male e in modo impersonale come farebbe un tutorial su youtube.
Quindi andatevene a fanculo e fate le vostre video conferenze di didattica digitale perché nessuno sentirà la mancanza della vostra lezioncina di merda. Nessuno si alzerà in piedi sulla sedia dicendo Capitano Mio Capitano. No, siete inutili e mediocri per un'altissima percentuale. E voi lo sapete e non volete fare videoconferenze trincerati dietro lo stocazzismo.
Se il risultato della video didattica sarà il medesimo che la presenza a scuola, allora avrò ragione io. Non servite a niente. Presto la vostra faccia sarà sostituita da un avatar che leggerà wikipedia a cui i ragazzi potranno fare domande come a Siri o ad Alexa. A quelli forse porteranno rispetto anche perché non gli cagheranno il cazzo perché stanno sempre al cellulare.
Abbiamo l'obbligo di chiederci se siamo meno utili di una macchina. Dico sempre agli aspiranti baristi: cosa ti differenzia dall'automazione? Perché dovrei assumere te anziché mettere gli erogatori per i corridoi? Cosa cerca la gente che va al bar? La risposta non la beccano quasi mai. Ma è il sorriso. L'umanità. Le chiacchiere al bancone.
Un giorno smetteremo di scegliere il pub per la qualità della birra di cui francamente non capiamo un cazzo (smetteremo di far finta di intenderci di birra). Un giorno migliore di questo ci renderemo conto che è meglio la peroni da un barista simpatico che un'ottima birra presso un distributore automatico. Ecco cosa dovremmo insegnare. A scegliere l'umanità perché il mondo non è un equilibrio tra individui ma una transitivitá di doni. Se scegli l'umanità, l'umanità ti sceglierà. E il mondo fa schifo perché tu fai schifo. Non si imbottigliato nel traffico, tu sei il traffico. E i ragazzi sceglieranno l'ologramma di jennifer Aniston (madonnamia quanto so vecchio) nuda col cervello di Siri che legge wikipedia su Napoleone, anziché la vostra lezione. A meno che la vostra lezione non valga e non dia qualcosa in più rispetto ad un tutorial di Aranzulla. Non sarà un problema dimostrare il contrario, se valete. Sarà un bel risparmio se ci accorgeremo che non valete un cazzo. Tanto l'italia e il mondo vanno a puttane lo stesso anche senza erogarvi lo stipendio.
Io faccio una lezione su tre e pure svogliato. Gli chiedo se mi fanno la cortesia di pararmi il culo coi miei superiori e di tenere un quaderno in ordine con gli appunti. Almeno una lezione al mese è invece su quanto fanno schifo e non sanno tenersi nemmeno la pipì mezzora e che non riusciremmo a vincere una guerra nemmeno conto Città del Vaticano perché loro ogni 20 minuti devo necessariamente andare in bagno, fumare o mangiare. Non sono padroni del loro corpo perché sono delle bestie e fanno schifo.
Abbiamo il coraggio di dirglielo che fanno schifo e stiamo ad ascoltarli quando ci dicono che facciamo schifo. Io li mando affanculo e mi ci faccio pure mandare. Io col mio potere ci gioco e gliene cedo un pezzo, sempre in dubbio che tenerlo per me sia sbagliato.
Mortaccivostra de sti pezzenti, io ve lo faccio un video di lezione, ma voglio che me fate i video di risposta... perché non devo soffri solo io, stronzi: ve boccio a tutti. Che sia chiaro che non me va di farvi sti video tanto quanto non va a voi di vederli.

CHIEDITI SEMPRE COSA E' BENESSERE