domenica 7 dicembre 2014

conservatorismo rivoluzionario

Onorevole Catilina
Vi scriviamo la presente per manifestarLe le nostre considerazioni in merito alla Vostra felice elezione al parlamento, illustre assise. Abbiamo raggiunto infatti la consapevolezza che l'alloro dei mediocri è il consolidamento della democratizzazione della virtù, ovvero quell'apoteosi della falsa cultura oclocratica che aborriamo e da cui rifuggiamo, fieramente emarginati.
O tempora, o mores. Tempi di decadenza, perversi costumi facenti capo a valori senza valore. Non è alla Vostra persona che rivolgiamo il nostro dispregio, in quanto Ella finanche non è che la secrezione di una società giunta alle ultime sistole dell'esercizio confutativo di se stessa.
Dal governo dei migliori al governo del popolo. Dal governo del popolo, al governo della moltitudine: paga dei propri sollazzi.
Dapprincipio la connessione con se stessi.
Come può il linguaggio un tempo condiviso della bellezza essere il trastullo del volgo e della volgarità? Arte per l'arte? Arte di artefici senza talento, intimista e libera dai fruitori ma schiava della galleria? Schiava del mercato! vorrebbero forse scandalizzarci? Ma il perseguimento dell'anticonformismo è il più becero dei conformismi. E una cultura che persegue lo scandalo fallisce se stessa.
Poi, la connessione tra uomini.
Come può la nobiltà della creazione letteraria brillare e divampare di luce nelle menti degli affamati di sapienza, di coloro che cercano beveraggio nelle parole dei grandi, se essa è affidata alla pretesa libertà delle masse senza nome di potersi pronunziare in virtù della sola capacità di esercitare una volgare ginnastica amanuense? Non dobbiamo confondere l'ampliamento della connessione tra esseri umani con il valore insito nel logos. Con la parola è stato creato il mondo, ma la parola è carisma dei chiamati.
Dalla connessione tra gli uomini alla connessione con il divino.
Come può l'effusione dello spirito e l'appartenenza ad una comunità religiosa, renderci abili alla penetrazione della Parola e della vertigine che essa provoca nei cuori. Lo spirito ci rende parte di una communio, comunità dei discenti, ma è la vocazione al travaglio interiore, alla ricerca affamata, alla speculazione del mistero che ci rende prossimi alla soglia della docenza. Alla base di questa puerile pretesa in cui non v'è colpa nel suo innocente afflato, c'è una fiducia nelle capacità dell'uomo che è mera cecità sulle sue miserie.
Infine la connessione con la società.
Come può, Nostro buon Lucio Sergio, una politica che dilania la fibra morale e il tessuto dell'idea, che si sfilaccia negli schiamazzi dei pasquini, nella tracotanza della cecità di visione, educare i popoli all'emancipazione? La democrazia ha fallito. Non a tutti è concesso ergersi oltre le miserie del proprio oikos, uno sguardo che vada oltre i propri tempi.
Non il governo della moltitudine, ma il governo dei migliori. Un governo di adozione, in un universo di valori condivisi la cui trasgressione ci dia ancora una volta l'ebrezza dello scandalon.

CHIEDITI SEMPRE COSA E' BENESSERE